.: le ingiustizie e la pacificazione
In queste pagine verranno raccolti tutti quei documenti e testimonianze sulle varie ingiustizie, subite dai reduci della Decima a partire dalla fine della guerra, e sul tema odierno della "pacificazione".
Il problema della "pacificazione"... una poco felice vicenda iniziata più di 50 anni or sono e non ancora conclusa.
Il documento sotto esposto, firmato da 3 marò della Decima, da una risposta al dilemma odierno del come risolvere la situazione, anche se sarà ancora lunga e difficile la via che porta alla verità ed alla giustizia.
Ma esattamente di cosa si tratta? Si tratta di porre finalmente fine alla guerra per tutti gli appartenenti alle Forze Armate della R.S.I.; già, perché per questi uomini la guerra non è mai finita.
Dopo quella combattuta con le armi, effettivamente terminata nel 1945, è seguita quella "sociale", ovvero la difficile esistenza per l'essere indicati sempre ed ovunque come banditi, assassini, traditori ed altre varie infami classificazioni.
I marò della Decima, così come gli altri militari della R.S.I., sono stati considerati "i cattivi".......quasi gli unici colpevoli di tutti gli atti di sangue accaduti negli ultimi 2 anni di guerra.
La politica "dei vincitori" ha purtroppo portato questi uomini ad essere penalizzati nella loro vita di tutti i giorni, nel lavoro e nella società civile, ad essere ingiustamente discriminati, a non godere nemmeno delle integrazioni previdenziali per i reduci di guerra, quando qualcuno che "aiutò" decine di italiani a cadere nelle foibe ha percepito la pensione erogata dal nostro paese.
Pacificazione vuol quindi dire parità di diritti, parità di riconoscimenti (sia di meriti che di errori), pari dignità per una scelta che nessuno ha diritto a definire sbagliata, ma semmai diversa. Tutto questo però deve essere fatto mantenendo intatta la propria identità ed i propri valori, non dovendo dichiarare di aver sbagliato per omologarsi alle posizioni di altri.
L'Italia di oggi sarà diventata abbastanza adulta per fare questo passo? Speriamo di si!
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